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Imparare a pregare da Gesù

Hai mai pensato di seguire un corso di preghiera con Gesù? Esiste forse un insegnante migliore? Certamente no. Che tu sia già un esperto nella preghiera o meno… perché non provi a frequentare il corso di preghiera di Gesù?.

I suoi discepoli osservavano spesso Gesù mentre pregava. Si accorgevano che Gesù trascorreva molto tempo in preghiera con il suo Padre celeste. Gli parlava come un bambino al suo amato „papà“ (Abba). Questo li commuoveva profondamente. „Ogni giorno riceveva di nuovo il battesimo con lo Spirito Santo.“ (Le parabole di Cristo, pag. 103) Grazie a questa comunione con il Padre, egli poté portare agli uomini la luce del cielo. I discepoli si resero conto che la sua autorità e i suoi miracoli erano strettamente legati alla sua vita di preghiera. Speravano che, grazie al suo insegnamento sulla „preghiera“, avrebbero potuto ottenere risultati molto più significativi come suoi collaboratori. Per questo chiesero a Gesù: „Signore, insegnaci a pregare“. Gesù acconsentì alla loro richiesta.

Il suo insegnamento sulla preghiera è riportato in Luca 11,1-13. Esso si articola in tre punti principali: le nostre richieste personali, la nostra intercessione per gli altri e la nostra costante supplica e ricezione dello Spirito Santo. Leggiamo innanzitutto Luca 11,1-4.

Parte 1: Il Padre Nostro – le nostre intenzioni personali

„E avvenne che egli si trovava in un luogo e pregava. Quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni insegnò ai suoi discepoli”. Ma egli disse loro: “Quando pregate, dite: Padre! Sia santificato il tuo nome. Venga il tuo regno. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e perdona i nostri peccati, poiché anche noi perdoniamo a tutti coloro che ci hanno offeso. E non ci indurre in tentazione.»

Come primo punto centrale, Gesù cita una preghiera modello per le nostre intenzioni personali. Noi la chiamiamo „il Padre Nostro“. Contiene solo sei richieste. (Nel testo secondo Matteo segue poi una motivazione.) Ciò dimostra che il nostro rapporto con Dio può benissimo essere caratterizzato dalla preghiera.

Nel primo gruppo di tre richieste, Dio è al centro. È Lui che deve venire per primo nelle nostre preghiere. Santificare il Suo nome significa che io rispetto e onoro Dio, Lo adoro e instauro e coltivo un rapporto intimo con Lui.

Quando chiedo a Dio che la sua volontà si compia sulla terra, questo mi ricorda la mia stessa disponibilità a fare ciò che Egli vuole. La volontà di Dio deve realizzarsi nella mia vita. Possiamo persino pregare: „Signore, donami sempre la ferma volontà di essere disposto a tutto ciò che Tu vuoi“. (Ebrei 13,21)

E quando preghiamo „venga il tuo regno“, questa richiesta ci esorta a prepararci a questo evento e a orientare la nostra vita quotidiana verso il ritorno di Gesù. Vogliamo quindi contribuire a far sì che molti altri vengano a conoscenza di questo grande evento, affinché anche loro possano prepararsi ad accoglierlo.

Il secondo gruppo, composto da tre richieste, riguarda tre aspetti importanti della nostra vita personale: il sostentamento, il perdono e la tentazione.

1. Assistenza: „Dacci oggi il nostro pane quotidiano“. Qui ci rendiamo conto ancora una volta che la nostra vita è programmata su una giornata di 24 ore. In altre riflessioni abbiamo constatato che questo principio vale non solo per la sfera fisica, ma anche per quella animica e spirituale, poiché 2 Corinzi 4,16 afferma che l’uomo interiore viene rinnovato di giorno in giorno.

Quando Gesù parlava della richiesta del pane quotidiano, si riferiva sicuramente al nostro sostentamento fondamentale, a tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere.

2. Il perdono: La richiesta successiva in questa preghiera modello mostra la nostra costante dipendenza dal perdono di Dio. Allo stesso tempo, ci esorta alla disponibilità al perdono. „Perdonaci, perché anche noi perdoniamo tutti coloro che ci hanno offeso“. Chi non vuole perdonare tutto a tutti, come può aspettarsi il perdono per sé stesso? Qui vediamo chiaramente che questa disponibilità incondizionata al perdono è possibile solo se attingiamo continuamente al perdono di Dio e chiediamo la sua forza – la forza dello Spirito Santo. Con le nostre sole forze non possiamo affatto perdonare tutto a tutti! Il perdono di Dio è il primo passo affinché noi – rafforzati dal suo amore e dalla sua grazia – possiamo perdonare le offese inflitte dagli altri e affidare a Lui, ancora e ancora, la loro colpa – così come la nostra parte di responsabilità. È meraviglioso vivere senza alcun peso.

3. Tentazione: La terza richiesta di questo gruppo ci ricorda che siamo costantemente esposti alle tentazioni del male. Ma Dio può e vuole preservarci dal peccare. Alcuni pensano che, poiché siamo peccatori, dobbiamo continuare a peccare, cioè trasgredire i comandamenti d’amore di Dio e fare del male a noi stessi e agli altri. No! Gesù non è solo un Salvatore che perdona i peccati, ma è venuto per salvare il suo popolo dai propri peccati. Egli vuole preservarci dal peccato attraverso una vita vissuta in stretto contatto con Lui.

Giovanni scrive: „Chi rimane in lui, non pecca“. (1 Giovanni 3,6) „Noi sappiamo che chi è nato da Dio non pecca (= non persevera nel peccato), ma chi è nato da Dio, Egli lo custodisce, e il maligno non lo toccherà.“ (1 Giovanni 5,18)

Da queste sei richieste comprendiamo che abbiamo un meraviglioso Padre celeste che vuole prendersi cura di noi in ogni ambito. Teniamo bene a mente che nel “Padre nostro” preghiamo per il nostro rapporto con Dio e per i nostri bisogni personali. È quindi del tutto giusto pregare innanzitutto per noi stessi.

Parte 2: Pregare per gli altri – con perseveranza e fiducia

Nel secondo punto centrale – Luca 11,5-8 – Gesù insegna a intercedere per gli altri.

„E disse loro: “Se qualcuno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte per dirgli: “Caro amico, prestami tre pani; perché un mio amico è venuto da me durante il viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e colui che è dentro rispondesse: “Non mi disturbare! La porta è già chiusa e io e i miei figli siamo già a letto; non posso alzarmi per darti qualcosa». Vi dico: anche se non si alza per dargli qualcosa perché è suo amico, si alzerà comunque per la sua insistenza sfacciata e gli darà tutto ciò di cui ha bisogno».“

In Oriente, un tempo la gente viaggiava spesso di notte, poiché di giorno faceva troppo caldo. Non sappiamo perché un ospite sia arrivato a casa del suo amico solo a mezzanotte. In ogni caso, il padrone di casa non era preparato alla visita: che imbarazzo, che imbarazzo! In Oriente l’ospitalità è una cosa fondamentale!

Per questo va dal suo vicino e gli dice: „Non ho nulla da offrirgli“. Non chiede al suo amico e vicino qualcosa per sé, ma vuole ospitare e provvedere al suo ospite. Gesù insegna a intercedere per gli altri. Dobbiamo chiedere per poter dare. In questo modo Gesù affronta immediatamente un punto importante: non abbiamo nulla da dare a chi è nel bisogno. Ma abbiamo un amico – Gesù – che ha tutto ciò che serve.

Questo mi ricorda la scena descritta in 2 Cronache 20. A quel tempo regnava Giosafat, un re molto devoto. Il suo paese, la Giudea, fu attaccato da un potente esercito. Giosafat prega: „… non abbiamo forza per affrontare questo grande esercito, … non sappiamo cosa fare, ma i nostri occhi sono rivolti a te“. (versetto 12) In altre parole: siamo completamente indifesi. Non abbiamo nulla. Come rispose Dio a questa preghiera? „Non temete e non vi scoraggiate di fronte a questo grande esercito; perché non siete voi a combattere, ma Dio“. (versetto 15) E come andò a finire questa guerra? „… non appena cominciarono a rendere grazie e a lodare il Signore, Egli mandò un’imboscata (contro i nemici) e questi furono sconfitti.“ (versetto 22)

Cosa ci insegna Gesù riguardo all’intercessione?

1. Da soli non possiamo porre fine a questa situazione di emergenza, né tantomeno fornire un aiuto concreto.

2. Abbiamo un amico che ha ciò che ci serve.

Ma nella parabola questo amico, in un primo momento, non vuole aiutare. Questo ovviamente non vale per Dio: Dio vuole aiutare. Dobbiamo però imparare che la nostra intercessione non viene sempre esaudita immediatamente. Laddove Lutero traduce che l’amico alla fine aiuta a causa della „insistenza sfacciata“, nelle traduzioni inglesi si legge „persistence“, cioè a causa della sua tenacia e perseveranza. Penso che questo termine colga meglio il senso. Non dobbiamo assolutamente rivolgerci a Dio in modo „sfacciato“ in senso negativo, ma piuttosto „senza falsa timidezza“. Gesù ci insegna qui la perseveranza nelle nostre richieste per gli altri. E il risultato dell’intercessione è infine un pieno successo: l’uomo della parabola riceve cibo a sufficienza per poter ospitare il suo ospite inatteso. Dio esaudisce la nostra intercessione e desidera che noi intercediamo per lui. E – „Quanto più seriamente e con costanza preghiamo, tanto più stretta diventa la nostra comunione spirituale con Cristo“.“ Le parabole di Cristo, pag. 109

Nel libro *40 giorni – Meditazioni e preghiere in preparazione al ritorno di Gesù* di Dennis Smith e in *Collaboratori di Gesù pieni dello Spirito* di Helmut Haubeil si suggerisce di pregare intensamente, durante lo studio in questi 40 giorni speciali di preghiera, per cinque persone non raggiunte dal Vangelo e di entrare in contatto con loro, in modo da poter dare loro un esempio vivo dell’amore di Gesù e aiutarle a iniziare un rapporto di fede con Lui. Possiamo pregare da soli per queste cinque care persone oppure chiedere a un compagno di preghiera di unirsi a noi.

Finora l’insegnamento di Gesù ha riguardato le nostre richieste personali e la nostra intercessione per gli altri. In conclusione, Gesù vuole incoraggiarci a chiedere tutto ciò che è „nel suo nome“, cioè secondo la sua volontà. Ci spiega con parole chiare che le nostre preghiere saranno esaudite.

Parte 3: Chiedere costantemente lo Spirito Santo

Nel terzo punto chiave e nell’ultima parte dell’insegnamento di Gesù sulla preghiera leggiamo in Luca 11,9-13.

„E vi dico anche: chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede riceve; chi cerca trova; e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, se suo figlio gli chiede un pesce, gli darebbe un serpente al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darebbe uno scorpione? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre che è nei cieli darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!“

Gesù è un maestro eccellente. Ripete la sua lezione utilizzando altre immagini e concetti. Chiedete, cercate, bussate. Successivamente, nel versetto 10, spiega perché è necessario chiedere: „Chi chiede, infatti, riceve“. Non dice: „Chiedete una sola volta e vi sarà dato“. Ci esorta: «Chiedete!» Le parabole di Cristo, pag. 108

In Giacomo 4,2 ci viene detto: „Non avete perché non chiedete“.“

Quando preghiamo, non recitiamo a Dio una sorta di poesia già pronta. Piuttosto, chiediamo cose concrete di cui abbiamo bisogno per vivere. E le riceviamo in risposta alle nostre richieste. E se qualcuno non fosse ancora convinto della necessità – e anche della meravigliosa possibilità – di rivolgersi a Dio, ecco due esempi tratti dalla vita quotidiana. Se i nostri figli ci chiedono del pesce, non gli diamo certo un serpente. E se un bambino desidera un uovo, non gli mettiamo certo uno scorpione in mano. Quando i nostri figli ci chiedono qualcosa, ricevono sempre qualcosa di buono che li aiuta. I genitori non danno mai ai propri figli del veleno né esaudiscono i loro desideri sconsiderati che potrebbero nuocergli. E se già gli uomini peccatori agiscono in questo modo, quanto più vale questo per il nostro Padre celeste.

Ma c’è una cosa che dobbiamo tenere presente quando preghiamo per gli altri: Dio non costringe nessuno a convertirsi e non manipola nessuno. Tuttavia, nella sua infinita saggezza, può indurre qualcuno a cambiare strada. Non sappiamo come lo faccia, né quanto tempo ci voglia.

E così Gesù ci ha ora condotti al culmine del suo insegnamento: „Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre che è nei cieli darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!“ (versetto 13) (gr. chiedere continuamente, chiedere ogni giorno.)

Perché Gesù ha scelto lo Spirito Santo come culmine del suo insegnamento? Com’era la sua vita? „Ogni mattina parlava con il Padre suo che è nei cieli. Da Lui riceveva ogni giorno un nuovo battesimo [adempimento] con lo Spirito Santo“.“ Le parabole di Cristo, pag. 103 – „Gesù vuole fare lo stesso per te, se glielo chiedi. È suo desiderio donarti ogni mattina lo Spirito Santo, come preparazione alla giornata.“ 40 giorni, Dennis Smith, pag. 7 Poiché Gesù, grazie alla potenza di Dio – alla potenza dello Spirito Santo – riusciva ad affrontare con successo ogni giorno e desidera farlo anche per noi, ha fatto di questo tema il punto centrale del suo insegnamento sulla preghiera.

Il dono più grande di Dio, che porta con sé tutti gli altri doni, è lo Spirito Santo. E se vogliamo che le nostre richieste e le nostre preghiere di intercessione siano esaudite, allora dobbiamo essere pieni dello Spirito Santo quando preghiamo. La Parola di Dio dice: „Pregate nello Spirito Santo“ (Giuda 20).

È necessario che ogni mattina ci consacriamo nuovamente a Dio con tutto ciò che siamo e abbiamo. In questo modo coltiviamo il nostro rapporto fondamentale con Gesù. Ciò implica affidarci nuovamente a Lui con gioia: „Signore, mi affido a Te con tutto ciò che sono e ho“. Significa che seguo Dio in ogni cosa e gli obbedisco, eliminando anche tutti gli ostacoli, ad esempio il rancore, il risentimento, i sensi di colpa, l’ostilità, i desideri peccaminosi ecc.

E l’altra importante richiesta quotidiana è che, nella fede, siamo riempiti dello Spirito Santo. Il modo migliore per ottenerlo è affidarci alle promesse in cui Dio ci ha promesso lo Spirito Santo: ad esempio in Luca 11,13. Questo cambierà in meglio la nostra vita e le nostre preghiere saranno esaudite molto più spesso. Infatti, attraverso l’unione con lo Spirito Santo, riconosciamo anche cosa e come dobbiamo pregare e cosa potrebbe ostacolare le nostre preghiere. Credo che siamo grati a Gesù per averci indicato questi tre punti fondamentali, anche se nella preghiera non si finisce mai di imparare.

Gesù ci insegna che, attraverso le nostre richieste, cerchiamo il legame con Dio e preghiamo per i nostri bisogni personali. Ci insegna inoltre a pregare per gli altri, nella certezza che le nostre richieste saranno esaudite dal nostro Padre celeste se viviamo in un rapporto intimo con Gesù e siamo pieni dello Spirito Santo. „Non dobbiamo solo pregare nel nome di Cristo, ma anche sotto l’influenza dello Spirito Santo“.“ Le parabole di Cristo, pag. 110 „Lo Spirito Santo vuole mostrarti le cose divine e infonderle nel tuo cuore obbediente come forza vitale.“ Le parabole di Cristo, pag. 112

Perché mai Gesù avrà scelto la richiesta dello Spirito Santo come conclusione e culmine del suo insegnamento sulla preghiera?

Lo Spirito Santo è il dono più grande che il Signore Gesù potesse fare ai suoi discepoli. È il dono che corona tutto, il dono dei doni.

Grazie allo Spirito Santo, Gesù vive in noi (Giovanni 14,16-18; Efesini 3,16-17). Solo attraverso lo Spirito Santo viene mantenuto il legame tra Gesù e noi. Egli vuole vivere la sua vita vittoriosa in noi attraverso lo Spirito Santo, affinché anche noi siamo vincitori. Lo Spirito Santo è il fondamento di una vita cristiana gioiosa, attraente e feconda. Efesini 3,16 ss ci mostra che Dio ci fortifica mediante lo Spirito Santo nell’uomo interiore. In questo modo Cristo dimora nel nostro cuore. Egli dispiega la sua essenza in noi: il frutto dello Spirito. Questa è la via che conduce alla pienezza di Dio (Giovanni 10,10; Efesini 3,19; Colossesi 2,10).

Ho trovato quattro grandi promesse riguardo alla vita nello Spirito Santo e quattro incarichi – o comandi di Dio – per vivere nello Spirito Santo:

Promesse relative allo Spirito Santo

  • Luca 11,13: Chiedere lo Spirito Santo; esso è un dono.
  • Giovanni 7,37: Se desideriamo lo Spirito Santo, allora potremo bere da Gesù = egli placa il nostro desiderio di Dio, di felicità
  • Giovanni 7,38-39: Se crediamo in Gesù, da noi sgorgheranno fiumi di acqua viva.
  • Atti degli Apostoli 5,32: Obbedire allo Spirito Santo. Se obbediamo a Dio, Egli può e vuole riversare benedizioni in abbondanza sulla nostra vita.

Quattro incarichi o comandi di Dio

  • Atti degli Apostoli 2,38: Convertitevi, fatevi battezzare… e riceverete il perdono dei peccati e il dono dello Spirito Santo.
  • Galati 5,16: Camminate costantemente nello Spirito – così saremo preservati dal peccato
  • Efesini 5,18: Siate pieni dello Spirito – Il Signore desidera che cresciamo nello Spirito Santo nella nostra vita.
  • Giuda 20: Pregate nello Spirito Santo. – In questo modo si crea una vita di preghiera appagante, ricca di esaudimenti.

Cosa significa il comando del Signore secondo cui dobbiamo vivere nello Spirito Santo?

Si dice che, con il Suo aiuto, ciò sia davvero possibile. E. G. White afferma: „Qualunque cosa il Signore ci comandi di fare, può essere compiuta con la Sua forza. Tutti i suoi incarichi sono al tempo stesso fonti di forza.“ (Al servizio di Cristo, pag. 315, Editore Avventista). Ciò significa quindi che, quando Dio comanda qualcosa, con il suo aiuto posso davvero farlo.

Quando Dio comanda qualcosa, ciò dimostra che è Lui ad averlo stabilito. Questo ci ricorda il Salmo 99,4, dove si dice di Dio: „Tu hai stabilito ciò che è giusto“. Dio, il Creatore, ha fissato i criteri. Ha stabilito in che modo possiamo mantenere il rapporto con Lui: il contatto nasce solo attraverso lo Spirito Santo. Solo vivendo costantemente nello Spirito Santo si mantiene questo rapporto. Ciò significa che ogni volta che mi allontano dal cammino stabilito da Dio, perdo qualcosa – ne deriva un danno!

Se Dio mi comanda di vivere nello Spirito Santo, cioè in stretta unione con Lui, e io lo rifiuto, lo ignoro o non ne ho voglia, allora sono separato da Dio e „peccato“! In questo modo mi allontano dalla protezione salvifica di Dio e mi metto in pericolo!

Concludo con una citazione di E. G. White: „Il tuo cuore deve essere pieno di desiderio di Dio, il Dio vivente. [Se il nostro desiderio è insufficiente, possiamo pregare per avere questo desiderio, se necessario anche ogni giorno (Giovanni 7,37).] La vita di Cristo dimostra quanto l’uomo sia capace di fare quando è partecipe della natura divina. Tutto ciò che Cristo ha ricevuto da Dio, possiamo averlo anche noi. Perciò: chiedi e prendi! Rivendica anche per te tutto ciò che Dio ha promesso con la fede incrollabile di Giacobbe e con la perseveranza inflessibile di Elia‘.“ Le parabole di Cristo, pag. 112

Parte 4: Pregare con le promesse

Affinché possiamo riporre facilmente la nostra fiducia nel Padre celeste, Egli ci ha dato un aiuto importante. Lo chiamiamo „pregare con le promesse“. „Togliere le promesse di Dio dalla Sua Parola sarebbe come togliere il sole dal cielo. … Dio ha inserito le promesse nella Sua Parola per indurci a credere in Lui.“ (E. G. White, ML 338,2+3) La preghiera con le promesse è spiegata in modo molto chiaro e pratico nel libro *Passi verso il risveglio personale*, capitolo 5.

Testi fondamentali per pregare con le promesse

1 Giovanni 5,14.15 MENG: „E questa è la gioiosa fiducia che abbiamo in lui (cioè in Dio): che, se gli chiediamo qualcosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. E se sappiamo che egli esaudisce tutte le nostre richieste, sappiamo (allo stesso tempo) che le richieste che gli abbiamo presentato ci sono già state concesse“.“

2 Pietro 1,4: LU: „Attraverso di essa [l’intima relazione con Gesù] ci sono state donate le preziose e grandissime promesse, affinché possiate così avere parte alla natura divina, sfuggendo alle concupiscenze corruttrici del mondo“.“

Esperienza acquisita attraverso la preghiera delle promesse

Un pastore statunitense e ex responsabile di dipartimento di un’associazione ha scritto il 26 giugno 2017: „… Ho letto tre volte il libro *Passi verso il risveglio personale*. Non avrei mai pensato di poter acquisire una comprensione così nuova della preghiera: una preghiera che si fonda sulle promesse di Dio. Da allora, Dio mi ha concesso nella mia vita delle vittorie che non avrei mai ritenuto possibili“. F. S.

Questo pastore ha scritto nuovamente il 25 luglio 2017: „Da quando ho iniziato a leggere il libro (l’ho letto sei volte seguendo i consigli contenuti nel libro) e da quando ho imparato a pregare con le promesse, la mia vita è stata trasformata. … Il Signore mi ha guidato a preparare un sermone per un raduno evangelistico sul nostro bisogno più grande: ‚Le piogge rinfrescanti dello Spirito di Dio‘. In tutti questi anni dedicati al servizio di Dio, non ho mai percepito la potenza dello Spirito Santo come quella che ora ha commosso i 3.000 partecipanti in questa sala. – Mia moglie ha notato un cambiamento radicale in me. Anch’io sono sorpreso di me stesso.“ F. S. (versione abbreviata)

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